M.I.D.   Movimento Italiano Disabili   

 

Home

 

 Diete fai da te ? L’obesità si può curare !

Il problema delle diete si ripresenta puntuale ad ogni estate con conseguente risalto da parte dei mass media che utilizzano una grave problematicità socio-sanitaria per occupare minuti e pagine di telegiornali e giornali non rendendosi conto che è assolutamente necessario una presa di consapevolezza da parte del singolo individuo che sia duratura nel tempo e che tenga conto soprattutto dell’aspetto relativo alla salute fisica e psicologica.

Molte persone improvvisano diete fai-da-te o ricorrono a scorciatoie farmacologiche raccontate come miracolose o interventi chirurgici a seconda delle mode del momento non capendo che senza un intervento psico-nutrizionale che metta al centro del progetto di cura il soggetto con tutte le sue fragilità e difficoltà nessun intervento può dirsi efficace e duraturo nel tempo¸ in altre parole nessun intervento può considerarsi realmente tale se non prevede la centralità del soggetto e la sua messa in gioco cosa possibile esclusivamente in un Centro unico dedicato a queste patologie.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’Obesità genericamente intesa rappresenta la sesta maggiore causa di disabilità. In Italia si stima che vi siano circa 400.000 italiani adulti grandi obesi (0,9% della popolazione).

E secondo stime recenti in Italia il numero degli obesi supera 5 milioni.

L’obesità rappresenta un notevole problema per lo stato di salute della popolazione viste le tante patologie ad essa correlate come il diabete mellito di tipo 2, la cardiopatia ischemica, l’ipertensione arteriosa, le patologie osteo-articolari, respiratorie e neoplastiche; tutte condizioni che portano ad una notevole riduzione dell’aspettativa di vita.

E rappresenta inoltre una situazione che comporta delle conseguenze gravi sulla qualità della vita, legate, in particolare, alle disabilità

L’obesità ha, quindi, una ripercussione negativa sui livelli di autonomia, benessere psicologico e qualità di vita, in tutte le età

Parecchi studi internazionali hanno rilevato che alcune condizioni disabilitanti erano significativamente correlate con l’obesità

Un vasto studio americano del 2004 (11) ha trovato che il rischio di disabilità in soggetti obesi con artropatie auto-riferite era pari a 2,75 rispetto a soggetti normopeso.

Le aree in cui maggiormente si manifestano le difficoltà disabilitanti vedono principalmente coinvolta la mobilità in casa, la cura dell’igiene, compiere i lavori domestici che presuppongono un’agilità che porti a salire su uno sgabello, prendere oggetti riposti in alto o raccoglierne da terra. E ancora azioni quotidiane come il sollevare e trasportare la spesa o lo stare in coda; impossibilità a fare medi e lunghi percorsi a piedi.

E l’Obesità comporta un piano di discriminazione sociale che passa dalla capienza delle poltroncine del cinema o degli aerei, a molti trasporti pubblici, fino alla ospedalizzazione di una persona affetta da Obesità: in ospedale i letti hanno una portata media di circa 100 kg, così come molti degli strumenti utilizzati come Tac, lettini operatori ecc.

L’intervento per il soggetto affetto da Obesità deve essere un intervento finalizzato a recuperare una abilità funzionale estesa a tutte le aree di competenza – come indicato dalle Linee Guida OMS – e che comporti una riduzione degli esiti invalidanti delle malattie con il fine di migliorare la qualità di vita del soggetto. Si rivolge, pertanto, ad una singola persona, ma deve prevedere un intervento mirato a riabilitare tutte le aree e i contesti dove si svolge la sua esistenza.

Le Linee Guida del Ministero della Sanità per le attività di Riabilitazione (GU 30 maggio 1998, n° 124) definiscono un processo riabilitativo come un processo di soluzione dei problemi e di educazione nel corso del quale si porta una persona a raggiungere il miglior livello di vita possibile sul piano fisico, funzionale, sociale ed emozionale con la minor restrizione possibile delle sue scelte operative”.

Perché questo accada il soggetto obeso deve essere trattato in un’ottica che comprenda un approccio che preveda più figure professionali così da poter accogliere tutti gli aspetti delle molteplici complicanze annesse alla sua condizione; il trattamento dovrebbe, dunque, aver luogo in un contesto dove la multi professionalità agente intorno a lui integri i molteplici interventi, così da evitare i trattamenti multisettoriali dei quali il soggetto obeso è vittima, che prevedono molto spesso un rinvio ad un altro specialista, con la domanda/ affermazione sottesa ad ogni intervento che è: “lei deve perder peso, altrimenti io…”; …l’ortopedico non lo opera se non ha perso peso e lo invia dal dietista, che lo invia dal fisioterapista perché oltre alla dieta serve l’attività fisica , ma il fisioterapista non lo fa muovere se non ha l’ok del cardiologo, il quale se non scende di peso non autorizza alcun movimento…

E’ necessaria una presa in carico che preveda un intervento multi professionale integrato in un Centro dedicato ad alta specialità, dove la condizione di cui è affetto il soggetto obeso è ben conosciuta e trattata in modo adeguato.

Per informazioni telefona allo 0774,343891 ti diamo le indicazioni dove puoi rivolgerti


 

 
 

© 2011 movimento italiano disabili